Il 28 giugno 2025 è entrato in vigore l’European Accessibility Act, direttiva europea emessa nel 2019 e recepita in Italia nel 2022, secondo cui l’accessibilità digitale diventa obbligatoria per gli ecommerce e per molti prodotti e servizi tecnologici di pubblica utilità.
Per le grandi aziende, quelle per intenderci con un fatturato superiore ai 500 milioni in media negli ultimi 3 anni, l’accessibilità digitare era obbligatoria già dal 2004 (la cosiddetta “Legge Stanca”). L’EAA estende questo obbligo anche alle PMI, che sono molto più numerose.
All’avvicinarsi della scadenza i fornitori di servizi per l’accessibilità hanno cominciato a inondare il web e i social network di messaggi pubblicitari, molti dei quali tendevano a mettere in risalto due aspetti:
- Adeguarsi all’EAA è obbligatorio per tutti (pena il pagamento di sanzioni salate)
- Esistono soluzioni semplici e veloci per adeguarsi.
Bene, entrambe le affermazioni sono fortemente esagerate. Esaminando le fonti ufficiali (di cui forniamo il link negli approfondimenti) abbiamo realizzato che la realtà è un pochino diversa.
Ma andiamo per ordine.
L’importanza dell’accessibilità
Avere un sito accessibile significa che chiunque, indipendentemente dalle capacità fisiche o cognitive, può navigare e interagire con i suoi contenuti. Rendere il tuo sito accessibile e inclusivo significa ampliare la tua audience e migliorare l’esperienza utente per tutti.
Accessibilità ed etica: per fare la cosa giusta
A voi piacerebbe non riuscire più a comprare qualcosa su internet, prenotare un biglietto del treno, leggere le notizie o i social come fate tutti i giorni, dipendere da altri per tutti questi semplici gesti solo perché avete perso la vista?
La citazione proviene da un commento letto su Facebook, rivolto ai soliti leoni da tastiera che liquidavano questa nuova legge come l’ennesima diavoleria digitale.
In realtà lo scopo della legge è proprio quello di proteggere tutte le persone con disabilità, siano esse permanenti, temporanee o situazionali.
Quando pensiamo alla disabilità, viene naturale pensare a quella permanente, vero? Invece le limitazioni all’uso di occhi, orecchie, collo, schiena, mani, possono essere anche la conseguenza di un infortunio o di un intervento chirurgico (limitazioni temporanee) oppure possono essere legate a situazioni o contesti specifici come un luogo rumoroso che ci impedisce di sentire l’audio di un video o di un messaggio vocale (limitazioni situazionali).
Le limitazioni all’uso della tecnologia possono colpire tutti noi, ed è bene ricordarlo sempre.
Accessibilità e vantaggi di business
Investire in accessibilità migliora la vita dei tuoi utenti e così facendo offre vantaggi diretti al tuo business, come:
- Ampliamento del mercato: Raggiungi un pubblico più vasto, inclusi milioni di persone con disabilità: il Focus disabilità del 2022 stima oltre 13 milioni di persone, pari a circa il 22% della popolazione italiana.
- Miglioramento SEO: Molte tecniche di accessibilità migliorano anche l’ottimizzazione per i motori di ricerca.
- Immagine del brand: Le aziende inclusive godono di una reputazione migliore.
Accessibilità e obblighi di legge
Al di là delle scelte etiche e degli indubbi vantaggi di business, l’European Accessibility Act (EAA) rende l’accessibilità un obbligo di legge e armonizza le normative dei vari stati membri sulla materia. In Italia l’AgID sta terminando il lavoro di definizione delle linee guida per l’attuazione pratica della legge e i veri e propri controlli inizieranno tra qualche tempo.
La norma si applica ai prodotti e servizi tecnologici di pubblica utilità:
Prodotti:
- computer e sistemi operativi;
- terminali self-service di pagamento (es. bancomat, biglietterie e terminali per il check-in)
- smartphone, tablet e altri dispositivi per la comunicazione elettronica
- dispositivi per accedere a servizi TV e audiovisivi
- lettori di e-book (e-reader);
Servizi:
- servizi di comunicazione elettronica (esclusi i servizi per la comunicazione tra macchine);
- servizi di accesso ai media audiovisivi (es. streaming TV);
- servizi inerenti il trasporto passeggeri in aereo, bus, ferrovia, nave (biglietterie elettroniche, servizi di informazione con schermi interattivi, ecc.)
- servizi bancari;
- libri elettronici (e-book) e software dedicati;
- servizi di commercio elettronico.
Le micro-imprese sono le uniche aziende che al momento sono esentate dagli obblighi inerenti l’EAA. Secondo i parametri europei una micro-impresa è un’azienda con meno di 10 dipendenti e un fatturato oppure un totale a bilancio inferiore ai 2 milioni di Euro. Chi supera anche solo uno dei due limiti e opera nei settori elencati rientra nel campo di applicazione della norma.
Oltre all’adeguamento dei prodotti e dei servizi ai requisiti di accessibilità, le aziende sono tenute a pubblicare una dichiarazione di accessibilità, anch’essa resa in modalità accessibile, scritta con linguaggio comprensibile e corredata dalla documentazione tecnica necessaria.
Obblighi specifici per gli ecommerce
Nel quadro dell’EAA gli ecommerce sono definiti come “servizi di commercio elettronico”, elencati chiaramente nei servizi.
Mentre i prodotti rientrano nell’applicabilità della norma solo se immessi sul mercato dopo il 28 giugno, nel caso dei servizi questi limiti temporali non sono applicabili. Di conseguenza, all’entrata in vigore della norma i servizi di commercio elettronico e tutti i loro componenti (cioè i siti web) devono essere accessibili da subito.
Nella realtà, anche tra gli esperti legali sembra che non ci sia una visione univoca degli obblighi specifici per i siti web dedicati ai servizi di ecommerce, forse a causa delle linee guida AgID tuttora in divenire. In rete poi si trovano interpretazioni che a volte distinguono tra diversi tipi di siti ecommerce e che, in quanto web designer, ci trovano anche d’accordo:
- siti web sviluppati su misura per un’azienda e di proprietà della stessa, che hanno seguito un processo di sviluppo che include l’analisi, la progettazione grafica e funzionale con tutte le caratteristiche di accessibilità, la scrittura del codice, la fase di test e il rilascio al pubblico in modo del tutto simile ad un prodotto, ma sono interamente controllati dal commerciante;
- grandi marketplace come Amazon o Ebay, oppure piattaforme come Shopify o Wix, usati dal commerciante per vendere online dietro sottoscrizione di un abbonamento o il pagamento di commissioni sul venduto, il cui grado di accessibilità è del tutto o in parte fuori dal controllo del commerciante.
Nei siti web sviluppati su misura esiste una distinzione concettuale importante fra l’aggiornamento delle funzionalità del sito e l’aggiornamento dei suoi contenuti come prodotti oppure offerte.
Gli aggiornamenti delle funzionalità o della grafica, progettati e sviluppati da figure specialistiche come il web designer e il web developer, hanno un grande impatto sul grado di usabilità del sito perché definiscono
- la scelta e grandezza dei caratteri
- il contrasto fra testo e sfondo
- la navigabilità da tastiera
- le etichette per i moduli di contatto
- l’utilizzo delle icone e le eventuali etichette testuali
- l’uso più o meno spinto delle animazioni
- l’impaginazione reattiva sui diversi dispositivi come desktop, tablet e cellulare
Gli aggiornamenti frequenti dei contenuti, come i nuovi prodotti o le offerte, sono parte della gestione giornaliera fatta dal commerciante. Anche questi hanno un impatto potenziale sull’accessibilità, ma questo è più limitato:
- la chiarezza e la comprensibilità del contenuto
- il testo alternativo sulle immagini dei prodotti
- i sottotitoli nei video, ove necessario
Se è innegabile che il commerciante o il suo personale hanno il dovere di formarsi sulle pratiche che determinano l’accessibilità del loro negozio elettronico, è anche vero che la progettazione del sito e le azioni principali per renderlo accessibile sono attività da eseguire quando necessario, tuttalpiù con cadenza annuale, nel caso di aggiornamenti delle WCAG.

Requisiti fondamentali dell’European Accessibility Act
Lo scopo dell’EAA, come abbiamo scritto poc’anzi, è quello di armonizzare le regole di accessibilità su tutto il territorio Europeo.
Lo standard prescelto fa riferimento a linee guida già affermate, le Web Content Accessibility Guidelines (WCAG), versione 2.1 – Livello AA. È previsto un regolare aggiornamento dei livelli di accessibilità richiesti, negli anni, sulla base delle nuove versioni delle WCAG.
Le linee guida WCAG si basano su quattro principi fondamentali, quattro attributi che i prodotti e servizi devono possedere per essere definiti accessibili: percepibile, operabile, comprensibile, robusto.
Come rendere il tuo sito percepibile
Il tuo sito è definito percepibile quando i suoi contenuti possono essere percepiti da tutti gli utenti, indipendentemente dalle loro capacità visive, uditive o cognitive. Per rendere un sito ben percepibile è utile partire sempre da informazioni testuali, assicurandosi che queste siano ben leggibili dai lettori di schermo. Tutti gli altri componenti grafici di un sito come immagini, icone, colori particolari, ecc. sono meno leggibili e vanno integrati con informazioni di testo o con etichette speciali processate dagli screen reader.
Ecco qualche consiglio per migliorare la percepibilità:
Testo alternativo per immagini: completa ogni immagine con un testo alternativo (alt text) descrittivo, così che lo screen reader lo possa leggere a beneficio degli utenti non vedenti. Tip: usa l’alt text solo per le immagini importanti di un contenuto, lascialo vuoto per le immagini puramente decorative;
Sottotitoli e trascrizioni per contenuti audio/video: completa ogni video con sottotitoli sincronizzati a beneficio degli utenti non udenti.
Caratteri di dimensioni sufficienti: favorisci chi non ha una buona vista utilizzando font ad alta leggibilità e dimensiona i caratteri ad almeno 16 o 18 pixel per il corpo del testo di un contenuto.
Contrasto elevato fra testo e sfondo: i colori del sito devono permettere una buona leggibilità attraverso un giusto contrasto. Il contrasto si può controllare non solo con gli strumenti di accessibilità ma anche con i tool grafici come Adobe Color. I caratteri devono garantire una leggibilità ottimale, ad esempio utilizzando una differenza di contrasto di almeno 4.5:1.
Icone accompagnate da testi esplicativi: le icone sono simboli e, come tali, non vengono comprese da tutti allo stesso modo. Accompagna le icone con testi esplicativi per facilitare la vita agli utenti con problemi cognitivi. Se per qualsiasi motivo non è possibile aggiungere testi esplicativi accanto alle icone, si possono usare le etichette ARIA ad uso degli screen reader. Tuttavia la presenza di un testo è senz’altro preferibile soprattutto per quegli utenti con limitazioni cognitive che non usano screen reader.
Colori accompagnati da testi esplicativi: i colori, da soli, non trasmettono informazioni con sufficiente chiarezza, per esempio un utente daltonico potrebbe non vedere la differenza fra due colori. Anche in questo caso è consigliabile integrare i colori con messaggi testuali.

Come rendere il tuo sito operabile
Un sito accessibile deve essere facilmente utilizzabile da tutti, anche da chi utilizza solo la tastiera o strumenti assistivi come i lettori di schermo o i comandi vocali.
Ecco qualche consiglio per migliorare l’operabilità o usabilità:
Navigazione da tastiera: tutti gli elementi interattivi del sito come menu, link o pulsanti, devono essere raggiungibili e utilizzabili tramite il tasto Tab, senza bisogno del mouse.
Focus visibile: quando un utente si sposta tra i vari elementi del sito con la tastiera, l’elemento selezionato deve essere ben visibile.
Tempi di interazione flessibili: evita azioni che richiedono una risposta troppo veloce o permetti all’utente di prolungare il tempo per completare un’azione.
No alle animazioni eccessive: molti utenti con particolarità cognitive provano fastidio di fronte alle animazioni accentuate. È meglio evitare le animazioni o ridurle al minimo indispensabile. Alcune animazioni troppo veloci come i lampeggiamenti possono causare disagio negli utenti fotosensibili e, se protratte, c’è il pericolo di causare attacchi epilettici.

Come rendere il tuo sito comprensibile
Ottenere un sito comprensibile significa rendere tutti i contenuti chiari, sia dal punto di vista del linguaggio utilizzato, sia dal punto di vista della leggibilità.
Ecco qualche consiglio per migliorare la comprensibilità:
Linguaggio semplice e diretto: se ciò che scrivi non è un trattato legale o scientifico, sforzati di rendere il linguaggio comprensibile ad un pubblico più vasto possibile. Utilizza parole e frasi semplici, evita frasi annidate, termini tecnici complessi o giri di parole inutili. Evita di scrivere frasi in forma passiva, o convertile alla forma attiva, più semplice e diretta.
Impaginazione che facilita la lettura: evita l’impaginazione giustificata, i caratteri piccoli e le interlinee fitte, insomma il cosiddetto “muro di testo”. Usa invece un’interlinea ariosa, caratteri grandi, font di alta leggibilità. Usa periodi brevi (come detto anche per il linguaggio) e vai a capo più spesso per mettere aria tra i paragrafi. Rendi evidente la gerarchia dei testi utilizzando le dovute proporzioni fra titoli principali, titoli secondari e corpo del testo. L’esposizione per punti elenco è ottima per migliorare la leggibilità di un testo
Struttura logica e prevedibile: anche senza tirare in ballo le disabilità cognitive, gli studi di usabilità hanno appurato che un design troppo fantasioso allontana le persone da un sito web anziché avvicinarle. I vari elementi di navigazione (es. menu, pulsanti) devono essere posizionati dove gli utenti si aspettano di trovarli.
Messaggi di errore chiari: se un utente sbaglia a compilare un modulo, il sito deve fornire un feedback chiaro su cosa è andato storto e come correggerlo.
Etichette dei moduli di contatto: nei moduli, abbina ad ogni campo di input un’etichetta descrittiva. Non usare il placeholder (“inserisci la tua mail”) come unico metodo per fornire istruzioni, perché i placeholder scompaiono alla digitazione.

Come rendere il tuo sito web robusto
Un sito deve essere compatibile con un’ampia gamma di dispositivi e di tecnologie, inclusi i browser, i dispositivi assistivi (come gli screen reader) e le tecnologie future.
Questo significa che:
- il codice HTML/CSS/JavaScript del sito deve essere ben formato, semanticamente corretto e conforme agli standard web;
- i contenuti devono essere resilienti, cioè in grado di funzionare anche con diverse versioni di software o con nuove tecnologie non ancora sviluppate;
- il sito deve comunicare chiaramente struttura e funzionalità anche a strumenti alternativi all’interfaccia visiva (ad esempio, screen reader).
Ecco qualche consiglio per migliorare la robustezza di un sito:
Utilizzo di codice HTML semantico: i siti devono essere costruiti con un codice ben strutturato, utilizzando i tag semantici appropriati (es. <header>, <nav>, <article>) per aiutare gli screen reader a capire la struttura della pagina; i titoli vanno utilizzati in sequenza logica (<h1> → <h2> → <h3>…) senza salti di livello.
Compatibilità con screen reader e tecnologie assistive: testa il tuo sito con strumenti come NVDA, JAWS o VoiceOver per facilitarne la piena fruibilità.
Non fare affidamento esclusivo su JavaScript per contenuti o funzioni critiche: gli elementi basati su JavaScript non standard possono creare barriere all’accessibilità, e il suo uso va accompagnato da metodi alternativi accessibili.
Test su diversi browser e dispositivi: Il sito deve funzionare correttamente su desktop, mobile e tablet, indipendentemente dal sistema operativo.

Implementare le linee guida sull’accessibilità
Per implementare correttamente le linee guida WCAG si parte da un audit iniziale del sito e si correggono tutti i problemi apportando le modifiche necessarie, controllando con un audit finale le soluzioni adottate.
Valutazione iniziale: per una valutazione iniziale dello stato di accessibilità del tuo sito ci sono numerosi strumenti, automatici e non, gratuiti oppure a pagamento. Il consorzio W3C offre una lista che conta ormai 80 strumenti, e la loro presenza nella lista non li rende certificati o approvati da W3C. Per non farti bloccare da una scelta così vasta ti forniamo la nostra lista molto personale che ne conta solo 2 + 2:
- WAVE di WebAIM: attivabile sia dal sito web di WebAIM che come estensione di Chrome, davvero comoda. Ha un’interfaccia grafica un po’ grezza, ma una volta fatta l’abitudine non puoi fare senza;
- Accessibility checker: come WAVE, fornisce un audit tecnico ed evidenzia i punti critici per l’accessibilità. È comodo per una seconda opinione ed è utilizzabile solo come sito web;
- Google Lighthouse: è uno strumento di Google già incorporato nel browser Chrome, utile per valutare il sito da diversi punti di vista tra cui l’accessibilità;
- Un lettore dello schermo: attivando gli strumenti di accessibilità del tuo computer si attiva la lettura dello schermo. Provala e cambierai molte opinioni sull’accessibilità.
I primi tre tool evidenziano i problemi di accessibilità direttamente connessi al codice. In alcuni casi ti forniscono anche le istruzioni su come risolverli. Il lettore dello schermo è prezioso per capire come il sito viene percepito da una persona non vedente.
Interventi tecnici: si tratta di eseguire le modifiche al codice per risolvere i problemi evidenziati dagli strumenti di audit, con l’obiettivo di raggiungere i quattro attributi delle linee guida WCAG: percepibile, operabile, comprensibile, robusto. Nel capitolo precedente abbiamo indicato una serie di buone pratiche da seguire.
Se utilizzi un CMS come WordPress, i temi e plugin più attuali ti forniscono i mezzi per controllare le opzioni di accessibilità senza dover agire sul codice. Se usi un tema o un plugin un po’ datato, questo potrebbe limitare le tue possibilità e dovrai agire direttamente sul codice, usando le dovute cautele. In base alle tue conoscenze tecniche, potrebbe essere consigliabile contattare un professionista.
Test utente: i test automatici identificano soltanto i problemi di accessibilità che derivano dal codice. Per un test completo è necessario coinvolgere utenti con diverse disabilità per ottenere un feedback completo dei problemi, unendo ove possibile anche l’osservazione diretta per cogliere problemi non dichiarati.
Verifiche e manutenzione continua dell’accessibilità
Una volta implementata, l’accessibilità deve essere mantenuta nel lungo periodo. Considerando che i siti web non rimangono bloccati nel tempo ma vengono costantemente aggiornati, sia nei contenuti che nei componenti software, è bene adottare regolarmente alcune buone pratiche. Eccole:
- Audit regolari: Esegui verifiche periodiche per assicurarti che il sito sia sempre conforme.
- Aggiornamenti regolari: Mantieni aggiornati i software e gli strumenti che supportano l’accessibilità.
- Formazione del personale: Assicura che il team sia informato e formato sulle migliori pratiche di accessibilità.

Diffida delle soluzioni “semplici e veloci”
Tra le diverse soluzioni di accessibilità, quelle maggiormente pubblicizzate dovrebbero fornire – secondo i promotori – una soluzione “semplice e veloce”, a volte potenziata dall’Intelligenza Artificiale, che con la bacchetta magica rende un sito accessibile senza richiedere analisi o interventi al codice.
Questi tipi di soluzione sono tecnicamente definiti “overlay” perché “sovrappongono” uno strato supplementare al codice nativo del sito, spesso tramite JavaScript. A volte vengono chiamati più genericamente widget, a volte si installano con un plugin.
Diciamolo chiaramente: gli overlay (o widget) non sono in grado di mettere completamente in regola il tuo sito per l’EAA.
Se andiamo oltre il messaggio pubblicitario e consultiamo pazientemente le pagine di vendita di questi prodotti troviamo sicuramente, ben nascosta e scritta in piccolo, una clausola di non responsabilità.
Clausole di questo tipo sono state adottate praticamente da tutti i fornitori di overlay di accessibilità da quando, all’inizio del 2025, l’azienda AccessiBe venne accusata dalla Federal Trade Commission statunitense di pratiche commerciali ingannevoli e dovette pagare una multa di 1 milione di dollari. Il prodotto sotto accusa era l’overlay AccessWidget e le relative campagne pubblicitarie, caratterizzate dall’esagerazione delle capacità del prodotto e dall’utilizzo di recensioni manipolate.
Mettendo da parte il clamore del caso AccessiBe, diversi studi e testimonianze tendono a sconsigliare gli overlay, o tuttalpiù a tollerarli come soluzione temporanea, perché di fatto peggiorano l’accessibilità dei siti anziché migliorarla, a causa di problemi di compatibilità con le tecnologie assistive integrate nei sistemi operativi e nei browser. In particolare:
- conflitti con screen reader: gli overlay possono interferire con la lettura del contenuto da parte degli screen reader, causando confusione o impedendo l’accesso a determinate informazioni;
- ridondanza di funzionalità: molte delle opzioni offerte dagli overlay, come l’ingrandimento del testo o la modifica del contrasto, sono già disponibili attraverso le impostazioni del sistema operativo o del browser. L’implementazione di queste funzionalità tramite overlay può risultare superflua e, in alcuni casi, causare conflitti;
- esperienza utente frammentata: gli utenti potrebbero dover configurare le impostazioni di accessibilità su ogni sito che utilizza un overlay diverso, anziché beneficiare di impostazioni globali applicate a livello di sistema.
Negli approfondimenti trovi i riferimenti all’Overlay Fact Sheet, un manifesto firmato da quasi mille fra esperti e utenti con disabilità.

FAQ sull’accessibilità web
Cos’è l’EAA?
L’European Accessibility Act è una normativa dell’Unione Europea che impone standard unificati di accessibilità per i servizi digitali e prodotti, con l’obiettivo di migliorare l’accesso alle persone con disabilità.
Come posso testare l’accessibilità del mio sito?
Esistono più di 80 diversi strumenti per eseguire l’audit sull’accessibilità del tuo sito. Noi consigliamo WAVE di WebAIM, Accessibility Checker o Google Lighthouse. Inoltre, è utile testare i siti con uno screen reader e coinvolgere utenti reali con diverse disabilità.
Quali sono i rischi di non conformità all’EAA?
Se la tua attività entra nel campo di applicazione dell’EAA, se non sei una micro-impresa o se hai rapporti con le pubbliche amministrazioni i rischi includono sanzioni finanziarie, danni alla reputazione e la possibilità di essere esclusi da appalti pubblici o rapporti commerciali.
Qual’è il ruolo del designer nell’accessibilità?
Il designer svolge un ruolo critico, poiché deve progettare interfacce che siano esteticamente piacevoli e funzionali per tutti gli utenti, incorporando principi di design accessibile fin dall’inizio.
L’accessibilità migliora la SEO?
Sì, molti aspetti dell’accessibilità, come l’uso corretto delle etichette HTML e delle descrizioni delle immagini, migliorano la SEO, aumentando la visibilità del tuo sito nei motori di ricerca.

Ricapitolando
Rendere il tuo sito web accessibile secondo l’EAA è una decisione strategica che offre molti vantaggi, sia etici che commerciali. L’inclusività non solo garantisce conformità legale, ma migliora l’esperienza web per tutti.
L’approccio giusto all’accessibilità deve assicurare il rispetto delle linee guida WCAG come prescritto dall’EAA, by design e by default. Non basta un plugin, un overlay e pochi clic per rendere un sito accessibile.
La scadenza di giugno non è che un’altra tappa di una svolta culturale che, con tutta probabilità, nei prossimi anni imporrà il rispetto delle linee guida WCAG a tutti i siti web, anche quelli delle microimprese. Il nostro dovere di professionisti è di progettare siti e app in modo inclusivo e aggiornarci costantemente sulle linee guida in vigore. Il dovere delle aziende è di sensibilizzare e formare costantemente il personale e svolgere audit periodici, sia automatici che manuali, e adeguare costantemente i propri canali digitali.
Per approfondire:
- European Accessibility Act
- Decreto di applicazione EAA nello stato Italiano
- Focus Disabilità in Italia 2022
- WCAG – Web Content Accessibility Guidelines
- Accessibility Checker – Strumento di verifica
- Overlay Fact Sheet




