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Scegliere software e hosting per il sito web (Guida al sito web, parte 6)

Come scegliere il sistema e la piattaforma giusti, tra decine di sistemi gratuiti e a pagamento, per creare e sostenere il tuo sito web

Il Software e l'hosting costituiscono, nel loro insieme, la piattaforma tecnica su cui si appoggia ogni sito web e sono una delle prime voci di costo che si devono affrontare quando si decide di creare la nostra vetrina online.

Forse a causa di questo aspetto, la scelta di software e hosting è anche il punto da cui partono molti hobbisti quando decidono di costruirsi da soli il sito web.

Se vi riconoscete in quegli hobbisti, provate a pensarci: la scelta del software va fatta sulla base delle funzioni che il sito deve svolgere, mentre la scelta dell'hosting va basata sulle previsioni del suo traffico a breve/medio termine. Per questo motivo, prima di selezionare la piattaforma tecnica per il sito è meglio avere chiari in mente sia gli obiettivi che vi ponete che il progetto della struttura e dei contenuti. Sugli obiettivi e sulla progettazione a tavolino abbiamo speso ben cinque puntate di questa Guida al Sito Web.

Se gli obiettivi e il progetto sono ben definitivi, finalmente in questa sesta puntata della Guida vediamo quali aspetti considerare nella scelta di software e hosting per il sito, quali sono i più utilizzati e i diversi punti di forza e di debolezza che li contraddistinguono. Partiamo!

La Guida al Sito Web

La Guida al Sito web è una raccolta di guide digitali che percorrono le fasi logiche, dall'ideazione alla progettazione e infine alla realizzazione di un sito web. Non si tratta però di una guida pratica su come creare il sito: in Rete ci sono tante guide validissime a cui vi rimandiamo.

Lo scopo di questa guida è quello di fornire un approccio strutturato, una lista di concetti chiave, di priorità, decisioni, competenze, utili sia all'imprenditore che si affida ad un'agenzia, sia al marketer che decide di creare in proprio l'elemento di base della presenza online: il sito web.

In questa puntata ci dedichiamo alle caratteristiche dei software più utilizzati e dei maggiori hosting a livello mondiale, con i loro punti di forza e di debolezza, per aiutarvi nella scelta.

Fase 6: SCEGLIERE SOFTWARE E HOSTING

Oggi come oggi esistono decine di piattaforme, più o meno conosciute, che permettono di costruire e gestire in modo relativamente semplice il proprio sito.

Ma per capire bene cosa ti serve davvero per creare il sito, permettimi di fare un passo indietro e partire dalle basi.

Di che cosa ha bisogno un sito web per funzionare?

Rispondendo a questa domanda in modo semplice, un sito web ha bisogno di:

Software:

Uno o più programmi per creare la struttura e il design del sito e per scriverne i contenuti.

Hosting:

Un server, cioè una macchina sempre accesa e connessa, con relativo sistema operativo e diversi linguaggi installati, dove risiedono fisicamente i file del sito web. Attualmente parliamo quasi sempre di hosting esterni che offrono spazio web sia in forma condivisa (formula molto economica e sicuramente più diffusa) che esclusiva (es. server dedicati fisici o virtuali, formula più performante ma anche più costosa).

Database:

Il database non è sempre necessario. Alcuni software, soprattutto i CMS che vedremo più avanti, memorizzano una parte dei contenuti in un Database. Se sceglierai uno di questi software dovrai acquistare anche il DB.

Nome a Dominio:

La registrazione del dominio viene fatta attraverso enti autorizzati detti "registrar". Molto spesso per velocizzare si registra il dominio presso lo stesso fornitore dell'hosting. Se invece acquisti il dominio da un fornitore diverso dall'hosting sarà necessario indicare il corretto puntamento all'indirizzo IP della macchina che ospita il sito, affinché questo sia visibile.

Internet:

Il collegamento di rete che permette ai nostri computer e browser di comunicare con i server dove i siti risiedono e i server che gestiscono i nomi a dominio.

architettura client-server illustrata da w3schools

La connessione di rete è necessaria per te che sviluppi il sito e soprattutto per chi lo visiterà in futuro. Quando sviluppi il sito pensa che può essere visitato da utenti con connessioni a diverse velocità.

Scegliere il Software

Una premessa qui è doverosa: per fare un sito web non è sempre necessario utilizzare un vero e proprio software. Una volta i siti web venivano scritti con un editor di codice e lo stesso si può fare anche oggi. Molti siti semplici ancora oggi sono costruiti in questo modo.

Ma se siete sviluppatori sapete già come costruire un sito web "alla vecchia maniera" e questo articolo non è per voi. L'articolo è rivolto soprattutto a imprenditori e professionisti che devono creare o rinnovare il proprio sito, e che questo sia aggiornabile in autonomia. Per gli scopi di questo articolo quindi, il "software" equivale a "CMS" (Content Management System), cioè un sistema per costruire siti web senza badare al codice.

In passato i CMS erano destinati soprattutto alle grandi aziende a causa della separazione di responsabilità fra chi gestisce i contenuti e chi ha in mano la parte tecnica del sito. Ma anche molte piccole agenzie web sviluppavano siti web basati su un loro CMS proprietario, che di fatto costringeva i clienti a legarsi a quell'agenzia per ogni modifica di design.

Software selection, il metodo per scegliere senza sbagliare

Quando si mettono a confronto software diversi, come in questo caso, questi offrono caratteristiche diverse, alcune uniche e altre comparabili. Alcune rispondono pienamente alle esigenze, altre le risolvono solo in parte. Per fare una scelta ragionata, l'unico procedimento che funziona davvero è quello della software selection di cui abbiamo scritto in dettaglio qui sul blog di NUwebstudio.

In breve, si identifica una rosa di CMS candidati, si mettono a confronto elencando le loro caratteristiche in una tabella e si assegna un punteggio a ciascuna caratteristica. Il software con il punteggio più alto vince.

Dove reperire una rosa di candidati

Se i siti web non sono il vostro mestiere, probabilmente non avete sentito parlare dei molti CMS in circolazione. Ecco qui una lista da cui partire: si tratta della distribuzione dei software CMS nei siti web mondiali.

I CMS più diffusi nel mondo. Dati 2019. Fonte: builtwith.com

Per gli scopi che si prefigge questo articolo possiamo distinguere 2 grandi famiglie di CMS:

  • CMS liberi ("open-source")
  • CMS proprietari

CMS liberi

Appartengono al primo tipo Drupal, Joomla, WordPress, Typo3 e molti altri: si tratta di CMS cosiddetti "open source" scaricabili liberamente, modificabili e installabili su qualsiasi hosting che rispetti i requisiti di sistema. Sono molto diffusi poiché sostenuti da community numerose e tecnicamente molto preparate che hanno contribuito al loro costante miglioramento e alla loro notorietà. WordPress, da solo, ad oggi è presente praticamente nella metà dei siti web mondiali - e tra questi ci sono quasi tutti quelli sviluppati qui in NUwebstudio.

Ma non ci sono soltanto questi CMS open source: Softaculous, l'installatore disponibile in molti pacchetti hosting, ne può installare ben 56! Negli approfondimenti trovate una comparazione fra i 4 CMS open source più utilizzati.

Come è facile immaginare, il migliore CMS in assoluto non esiste. Ciascun software ha punti di forza e punti di debolezza ed è per questo motivo che consigliamo sempre un processo di selezione sistematico e ragionato, basato sulle esigenze specifiche di ciascuno.

Tutti i CMS liberi hanno un'ottima flessibilità e scalabilità. Con il tempo le esigenze di un business si evolvono e crescono anche nel campo della presenza online, e solo con un CMS libero il sito web può crescere ed evolversi in armonia con il business e in assoluta libertà.

Grazie a una vastissima scelta di componenti e funzioni disponibili per i CMS più diffusi, il sito web si potrà personalizzare e anche integrare con servizi esterni in modo praticamente illimitato.

Inoltre, scegliere un CMS libero permette di cambiare idea, software e hosting, sempre in base alle esigenze, con sforzi relativamente limitati.

CMS proprietari

I CMS proprietari sono soluzioni integrate di software e hardware per il Web Content Management. A differenza dei CMS liberi, quelli proprietari non richiedono installazione e non richiedono di scegliere un hosting, perché sono già pre-installati nella loro piattaforma di hosting proprietaria.

Nella distribuzione mondiale dei CMS, due prodotti proprietari - Wix e Squarespace - si classificano in seconda e terza posizione, con un enorme distacco rispetto a WordPress.

Anche WordPress dispone di una piattaforma con software proprietario e si distingue dalla versione open source proprio per questo aspetto. In quel 54% dei siti basati su WordPress sono inclusi quelli ospitati su WordPress.com - che altro non è che il CMS WordPress già installato sulla piattaforma hosting dell'azienda proprietaria Automattic.

Una panoramica dei CMS proprietari

Il vantaggio dei CMS proprietari: la semplicità d'uso

I CMS proprietari hanno la missione di rendere davvero semplice creare il proprio sito web, quindi sono dotati di un'interfaccia visuale molto intuitiva per disegnare il sito. Non è necessario preoccuparsi di server, installazione, html, css, php, javascript... basta sottoscrivere un account e si parte. Nessuna preoccupazione.

Nessuna preoccupazione... in apparenza!

La semplicità di utilizzo infatti porta con sé alcuni svantaggi:

Svantaggi dei CMS proprietari

Ogni piattaforma proprietaria è paragonabile ad un cosiddetto walled garden, letteralmente un giardino murato, cioè un luogo blindato che limita la flessibilità, l'espansione e l'integrazione con servizi esterni (ad esempio per costruire funnel di acquisizione clienti).

i sistemi chiusi vengono definiti Walled Garden, cioè giardini murati

Una volta scelta una strada, non si può cambiare

Anche ciascuno di questi CMS proprietari ha punti di forza e di debolezza, ma a causa della loro chiusura all'esterno, se si scopre una debolezza importante è molto difficile tornare sui propri passi. Per questo motivo, il processo di valutazione va svolto in modo particolarmente attento.

Scelta limitata di componenti

Facciamo un esempio: immaginiamo di voler inserire nel nostro sito un componente particolare, ad esempio un sistema di prenotazione. Dopo aver attivato il componente relativo ci accorgiamo che non è quello giusto per le nostre esigenze.

Se con un CMS libero possiamo valutare diverse alternative presenti sul mercato, con un CMS a piattaforma proprietaria non possiamo scegliere: il componente offerto è quello, e quello soltanto.

Impossibile mettere le mani "sotto il cofano"

In un sistema blindato, l'unico modo per risolvere piccoli problemi tecnici è rivolgersi all'assistenza. Con un CMS libero, una volta raggiunta un po' di familiarità è possibile intervenire, ad esempio, direttamente nei file o addirittura nel database.

meccanico
mettere le mani "sotto il cofano". Foto RyanMcGuire via Pixabay

Attenzione alla SEO

Un recente studio su 11000 siti web, diffuso da Search Engine Land nell'articolo Analysis of SMB site builders finds connection between vendor and ranking, ha rivelato che in media i CMS proprietari non sono progettati per un buon posizionamento sui motori di ricerca (con l'unica eccezione di Squarespace). Tra l'altro, proprio Wix (il più utilizzato tra i CMS proprietari) ha la performance peggiore.

Scegliere l'hosting: come valutare il migliore

Abbiamo visto che i CMS proprietari possono essere considerati limitanti oppure vantaggiosi, in base al vostro grado di propensione per le soluzioni "zero pensieri".

Se preferite gli zero pensieri, se in barba alla mia strenua difesa dei CMS liberi avete scelto definitivamente di utilizzare un CMS proprietario, allora non vi serve leggere i paragrafi che seguono e (ahimè) non abbiamo più niente da dirci: vi salutiamo con affetto e vi auguriamo buona fortuna.

Se invece state ancora decidendo, vi riveleremo un altro vantaggio dei CMS liberi, che è più strettamente collegato all'hosting. Un vantaggio concettuale più che tecnico, ma che oggi è ancora molto rilevante:

La soluzione libera è l'unica che ci consente di possedere davvero il nostro proprio sito web. L'hosting è intestato a noi ed è di nostra proprietà, i suoi unici limiti sono le risorse (memoria, spazio disco, database, ampiezza di banda, ecc.) assegnateci per contratto. Per il resto, siamo noi a dettare le regole.

Preferendo un CMS proprietario, il sito web non è mai davvero di vostra proprietà. Dovete sottostare a regole e cambiamenti decisi dai proprietari della piattaforma, cambiamenti che che si possono controllare.

Possiamo paragonare la questione alla differenza fra l'acquisto di un appartamento e l'affitto di uno ammobiliato. L'appartamento ammobiliato è adatto per brevi permanenze. Acquistando l'appartamento, certo, si devono acquistare i mobili, ma possiamo scegliere quelli di nostro gusto e, se vorremo traslocare, potremo portarli con noi mantenendo la nostra personalità anche nella nuova casa.

Se siete ancora indecisi perché temete di non avere le competenze tecniche per farlo, sappiate che siete in folta compagnia. Nei prossimi paragrafi cercheremo di aiutarvi nella scelta.

Cominciamo con una buona notizia per i neofiti: negli ultimi tempi anche la gestione di un hosting libero si è parecchio semplificata.

  • Ormai hosting e dominio sono offerti in un unico pacchetto.
  • Alcuni hosting forniscono pacchetti con WordPress o Joomla già installato a poche decine di euro all'anno.
  • Dove non c'è il preinstallato, molto spesso c'è l'installatore one-click per i più diffusi software open source per il web.
  • Dedicandoci un pochino di tempo e pazienza, molto presto riuscirete a familiarizzare con il pannello di gestione.
distribuzione hosting providers nel mondo
Distribuzione hosting provider nel mondo - fonte: BuiltWith.com

Chiarito che l'hosting libero è la scelta giusta, ora cerchiamo di darvi un orientamento tra i vari tipi di hosting sul mercato, partendo dai più economici.

Hosting condiviso

Nel caso di un hosting condiviso Il nostro sito web viene ospitato su una macchina insieme con molti altri siti, condividendone le risorse. E' il tipo di hosting più economico e sul mercato si trovano piani a partire da circa 30€ anno.

All'indubbio vantaggio del prezzo si contrappone lo svantaggio di non poter controllare le risorse del server; inoltre, se nello stesso server si trovano siti ad altro traffico, questi possono "rubare" le risorse ai siti più piccoli e non si esclude che, in momenti di picco, il nostro sito possa andare offline per brevi periodi di tempo.

Alcuni hosting condivisi, invece, (es. Siteground) assegnano una quota precisa di risorse a ciascun sito, organizzata a livelli: a maggiori risorse corrisponde un costo maggiore. Questo permette di avere una performance di tutto rispetto anche su un hosting condiviso. D'altro canto, in presenza di picchi di traffico in cui si supera la quota assegnata, anche il nostro sito può andare offline fino a che non rientra nella quota o fino a che non decidiamo di passare al livello di abbonamento superiore.

Il consumo delle risorse dipende soprattutto dal numero di utenti che accede contemporaneamente al sito. Se avete già un sito web potete consultare questi dati nel pannello di controllo oppure chiederli all'assistenza del vostro hosting. Se non avete dati storici, potete fare una stima a spanne basata sul vostro piano di marketing e sugli obiettivi mensili di traffico.

Facendo una valutazione prudenziale, se si prevede un traffico fino ai 50mila accessi al mese, un hosting condiviso è già adatto allo scopo.

Cloud Hosting condiviso

sala server
una sala server - foto Elias Sch via Pixabay

Il cloud hosting è entrato di recente nell'offerta di mercato destinata alle PMI. Il cloud è costituito da un gruppo di server che lavora insieme per ospitare uno o più siti. Il lavoro di più computer insieme consente di gestire meglio i picchi di traffico di un sito specifico. Costa di più di un normale hosting condiviso e può essere scalato aumentando le risorse (e il loro costo) con l'aumentare del traffico.

VPS o Virtual Private Server

Un Virtual Private Server è un server, appunto, virtuale. Non viene assegnata una macchina fisica ma, a differenza di un hosting condiviso, il VPS permette di isolare i propri dati in un'unica macchina virtuale dedicata.

I piani VPS più recenti sul mercato sono basati sul cloud, il che li rende più flessibili dei VPS su macchine singole per la maggiore scalabilità e disponibilità di configurazioni.

Hosting dedicato

L'hosting dedicato è una macchina fisica, collocata sempre all'interno del DataCenter del provider, ma noleggiata solo a voi.

Il server dedicato offre il massimo controllo non solo sul sito web ma su eventuali altri applicativi che vorrete installare. Per contro, il prezzo è più elevato rispetto al VPS.

Cloud hosting dedicato

Il cloud hosting dedicato è simile a quello condiviso con la differenza che è possibile controllare il server in tutti i suoi aspetti di configurazione. E' più simile a un VPS o a un server dedicato, nel senso che lo si può controllare completamente e può ospitare qualsiasi applicativo web. In genere viene addebitato a consumo.

Anche in questo caso, da un grande potere derivano grandi responsabilità: servono le competenze giuste per configurare e mettere a punto il server per dare il massimo della performance al proprio sito web.

Ricapitolando

  1. ogni CMS ha punti di forza e di debolezza: documentatevi prima di scegliere
  2. Tra i CMS liberi, WordPress è tra i più semplici da imparare e mantenere, ma gli altri CMS permettono lo sviluppo di siti più complessi e ottimizzano meglio le risorse
  3. I CMS proprietari sono in assoluto i più semplici da imparare ma il sito non è mai veramente nostro: mancano inoltre di flessibilità, scalabilità e performance SEO.
  4. Ci sono diversi tipi di hosting con prezzi e performance diverse. I più economici si chiamano "hosting condivisi" e sono idonei a sostenere siti web con un traffico fino a circa 50mila accessi al mese.

Approfondimenti

Come fare una corretta software selection: Software selection, metodo infallibile per scegliere il software

Un paragone fra i CMS open source: WordPress vs Joomla vs Drupal vs Typo3

Un paragone fra i CMS proprietari: Website Tool Tester

La condivisione è crescita
19/08/2019

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