Guida al sito perfetto parte 6a: Software e Hosting

Come scegliere il sistema e la piattaforma giusti, tra decine di sistemi gratuiti e a pagamento, per creare e sostenere il tuo sito web

Proseguiamo con la nostra guida a puntate che racconta come affrontare tutte le fasi della creazione di un sito web.

La guida

Attenzione: questa non è una guida su WordPress o altri CMS. Ci sono in giro tanti corsi validi e non c’è bisogno di un nuovo corso.

Lo scopo di questa guida è quello di darti un approccio strutturato alla creazione del tuo sito, una lista di concetti chiave, di priorità da seguire, decisioni da prendere, competenze da sviluppare, per poter creare da solo l’elemento di base della presenza online: il sito web.

Se non hai letto gli articoli precedenti ti consiglio di farlo subito!

Nel primo articolo, dedicato alla parte strategica, abbiamo visto che il sito web è fondamentalmente un progetto di marketing e deve essere l’espressione della tua strategia di posizionamento. 

Abbiamo proseguito con l’articolo dedicato alla scelta del nome a dominio, in cui ti abbiamo fornito le 7 regole essenziali da seguire per scegliere un nome memorabile.

Poi siamo passati all’argomento logo e visual identity, descrivendo l’approccio e il processo creativo necessario per dare una forma e un’impronta estetica alla personalità del tuo brand.

Proseguendo il nostro discorso ci siamo soffermati sulla progettazione dei contenuti, cioè la scelta di quali pagine e quali funzioni inserire nel sito, in base alle tue esigenze.

Finalmente, nel quinto capitolo abbiamo riflettuto su come impostare la struttura, l’architettura dei contenuti, detta anche Alberatura SEO.

Dopo cinque capitoli dedicati alla progettazione a tavolino del nostro sito, è venuto (finalmente!) il momento di scegliere il software e il piano hosting più adatto al nostro sito web. Partiamo!

Fase 6: SCEGLIERE SOFTWARE E HOSTING

Oggi come oggi esistono decine di piattaforme, più o meno conosciute, che permettono di costruire e gestire in modo relativamente semplice il tuo sito. Ma per capire bene cosa ti serve davvero per creare il sito, permettimi di fare un passo indietro e partire dalle basi.

Di che cosa ha bisogno un sito web per funzionare?

Rispondendo a questa domanda in modo semplice, un sito web ha bisogno di:

Software:

Uno o più programmi per creare la struttura e il design del sito e per scriverne i contenuti.

Hosting:

Un server, cioè una macchina sempre accesa e connessa, con relativo sistema operativo e diversi linguaggi installati, dove risiedono fisicamente i file del sito web. Attualmente parliamo quasi sempre di hosting esterni che offrono spazio web sia in forma condivisa (formula molto economica e sicuramente più diffusa) che esclusiva (es. server dedicati fisici o virtuali, formula più performante ma anche più costosa).

Nome a Dominio:

La registrazione del dominio viene fatta attraverso enti autorizzati detti “registrar”. Molto spesso per velocizzare si registra il dominio presso lo stesso fornitore dell’hosting. Se invece acquisti da fornitori diversi bisogna indicare il corretto “puntamento” all’indirizzo IP della macchina che ospita il sito, affinché il sito sia visibile.

Internet:

Il collegamento di rete che permette ai nostri computer e browser di comunicare con i server dove i siti risiedono e i server che gestiscono i nomi a dominio.

architettura client-server illustrata da w3schools

La connessione di rete è necessaria per te che sviluppi il sito e soprattutto per chi lo visiterà in futuro. Quando sviluppi il sito pensa che può essere visitato da utenti con connessioni a diverse velocità.

Scegliere il Software

Una premessa qui è doverosa: per fare un sito web non è sempre necessario utilizzare un vero e proprio software. Una volta i siti web venivano scritti con un editor di codice e lo stesso si può fare anche oggi. Molti siti semplici ancora oggi sono costruiti in questo modo.

Ma se sei uno sviluppatore sai già come costruire un sito web “alla vecchia maniera” e questo articolo non è per te. Per gli scopi di questo articolo invece, il “software” equivale a “CMS” (Content Management System), cioè un sistema per costruire siti web senza badare al codice.

In passato i CMS erano destinati soprattutto alle grandi aziende a causa della separazione di responsabilità fra chi gestisce i contenuti e chi ha in mano la parte tecnica del sito. Ma anche molte piccole agenzie web sviluppavano siti web basati su un loro CMS proprietario, che di fatto costringeva i clienti a legarsi a quell’agenzia per ogni modifica di design.

Software selection: come scegliere il tuo CMS in modo infallibile

Quando si mettono a confronto software diversi, come in questo caso, questi offrono caratteristiche diverse, alcune uniche e altre comparabili. Alcune rispondono pienamente alle tue esigenze, altre le risolvono solo in parte. Per fare una scelta ragionata, l’unico procedimento che funziona davvero è quello della software selection di cui ho parlato diffusamente qui sul blog di NUwebstudio.

In breve, identifichi una rosa di CMS candidati, li metti a confronto elencando le loro caratteristiche in una tabella e dai a ciascuna caratteristica un punteggio. Il software con il punteggio più alto vince.

Per approfondire leggi l’articolo: Software selection, il metodo infallibile per scegliere un software

Dove reperire una rosa di candidati

E’ probabile che, se non ti sei mai occupato di siti web, forse non hai sentito parlare dei molti CMS in circolazione. Ecco qui una prima lista da cui partire: si tratta della distribuzione dei software CMS nei siti web mondiali.

I CMS più diffusi nel mondo. Dati 2019. Fonte: builtwith.com

Per gli scopi che si prefigge questo articolo possiamo distinguere 2 grandi famiglie di CMS:

  • CMS liberi (detti “open-source”)
  • CMS proprietari

CMS liberi

Appartengono al primo tipo Drupal, Joomla, WordPress, Typo3 e molti altri: si tratta di CMS cosiddetti “open source” scaricabili liberamente, modificabili e installabili su qualsiasi hosting che rispetti i requisiti di sistema. Sono molto diffusi poiché sostenuti da community numerose e tecnicamente molto preparate che hanno contribuito al loro costante miglioramento e alla loro notorietà. WordPress, da solo, ad oggi è presente praticamente nella metà dei siti web mondiali – e tra questi ci sono quasi tutti quelli sviluppati da NUwebstudio.

Ma non ci sono soltanto questi CMS open source: Softaculous (l’installer disponibile in molti pacchetti hosting) ne può installare ben 56! Negli approfondimenti trovi una comparazione fra i 4 CMS open source più utilizzati.

Come è facile immaginare, il migliore CMS in assoluto non esiste. Ciascun software ha punti di forza e punti di debolezza ed è per questo motivo che consiglio sempre un processo di selezione sistematico e ragionato, basato sulle tue esigenze specifiche.

Tutti i CMS liberi hanno un’ottima flessibilità e scalabilità. Con il tempo, mi auguro, il tuo business crescerà e solo con un CMS libero potrai far crescere il sito con lui in assoluta libertà. Grazie a una vastissima scelta di componenti e funzioni potrai personalizzare il tuo sito e il tuo eCommerce davvero come vorrai. Potrai anche integrare il sito con servizi esterni in modo praticamente illimitato e, se vorrai, potrai cambiare CMS, cambiare hosting, reindirizzare il sito, insomma fare ciò che vuoi.

CMS proprietari

I CMS proprietari (anche detti “Site Builder”) sono soluzioni integrate di software e hardware per il Web Content Management. A differenza dei CMS liberi, quelli proprietari non permettono di modificare il codice e sono già pre-installati nella loro piattaforma di hosting proprietaria.

Nella distribuzione mondiale dei CMS, due prodotti proprietari – Wix e Squarespace – si classificano in seconda e terza posizione, con un enorme distacco rispetto a WordPress.

Inoltre, in quel 54% dei siti basati su WordPress sono inclusi quelli ospitati su WordPress.com – che altro non è che il CMS WordPress già installato sulla piattaforma hosting dell’azienda proprietaria Automattic.

Una panoramica dei CMS proprietari

Il vantaggio dei CMS proprietari: la semplicità d’uso

I CMS integrati hanno la missione di renderti davvero semplice creare il tuo sito web, quindi sono dotati di un’interfaccia visuale molto intuitiva per disegnare il sito. Non devi preoccuparti di server, installazione, html, css, php, javascript… non devi preoccuparti di nulla.

Non devi preoccuparti di nulla… in apparenza!

La semplicità di utilizzo infatti porta con sé alcuni svantaggi:

Svantaggi dei CMS proprietari

Ogni piattaforma proprietaria è definita, in linguaggio informatico, un “walled garden”, letteralmente un giardino murato, cioè un luogo blindato che limita la flessibilità, l’espansione e l’integrazione con servizi esterni (ad esempio per costruire funnel di acquisizione clienti).

i sistemi chiusi vengono definiti Walled Garden, cioè giardini murati

Una volta scelta una strada, non si può cambiare

Anche ciascuno di questi CMS proprietari ha punti di forza e di debolezza, ma a causa della loro chiusura all’esterno, se si scopre una debolezza importante è molto difficile tornare sui propri passi. Per questo motivo, il processo di valutazione va svolto in modo particolarmente attento.

Scelta limitata di componenti

Immagina di voler inserire nel tuo sito un componente particolare, ad esempio un sistema di prenotazione. Dopo aver attivato il componente relativo ti accorgi che non è giusto per te.

Con un CMS a piattaforma proprietaria non hai alternative tra cui scegliere: il componente offerto è quello, e quello soltanto. Invece, con un CMS libero, il mercato ti offre diverse alternative da provare.

Impossibile mettere le mani “sotto il cofano”

In un sistema blindato, l’unico modo per risolvere piccoli problemi tecnici è rivolgersi all’assistenza. Con un CMS libero, una volta raggiunta un po’ di familiarità ti è possibile intervenire, ad esempio, direttamente nei file o addirittura nel database.

meccanico
mettere le mani “sotto il cofano”. Foto RyanMcGuire via Pixabay

Attenzione alla SEO

Un recente studio su 11000 siti web, diffuso da Search Engine Land nell’articolo Analysis of SMB site builders finds connection between vendor and ranking, ha rivelato che in media i CMS proprietari non sono progettati per un buon posizionamento sui motori di ricerca (con l’unica eccezione di Squarespace). Tra l’altro, proprio Wix (il più utilizzato tra i CMS proprietari) ha la performance peggiore.

Scegliere l’hosting: come valutare il migliore

Abbiamo visto che i CMS proprietari possono essere considerati limitanti oppure vantaggiosi, in base al tuo grado di preferenza per le soluzioni “zero pensieri”.

Se preferisci gli zero pensieri, se in barba alla mia strenua difesa dei CMS liberi hai fatto la scelta definitiva di utilizzare un CMS proprietario, allora non ti serve leggere i paragrafi che seguono e (ahimè) non abbiamo più niente da dirci: ti saluto con affetto e ti auguro buona fortuna.

Se invece stai ancora decidendo, sto per rivelarti un altro vantaggio dei CMS liberi, che è più strettamente collegato all’hosting. Un vantaggio concettuale più che tecnico, ma che oggi è ancora molto rilevante:

La soluzione libera è l’unica che ti consente di possedere davvero il tuo sito web. L’hosting è intestato a te, i tuoi unici limiti sono le risorse (memoria, spazio disco, database, ampiezza di banda, ecc.) a te assegnate per contratto. Per il resto, sei tu a dettare le regole.

Preferendo un CMS proprietario, il sito web non è mai davvero tuo. Devi sottostare a regole e cambiamenti decisi dai proprietari della piattaforma, che non puoi controllare.

Possiamo paragonare la questione alla differenza fra l’acquisto di un appartamento e l’affitto di uno ammobiliato. L’appartamento ammobiliato è adatto per brevi permanenze. Se acquisti l’appartamento, certo, devi acquistare i mobili, ma puoi scegliere quelli di tuo gusto e, se vorrai traslocare, potrai portarli con te mantenendo la tua personalità anche nella nuova casa.

Se sei ancora indeciso perché temi di non avere le competenze tecniche per farlo, sappi che sei in folta compagnia. Nei prossimi paragrafi cercherò di aiutarti ad orientarti nella scelta.

Comincio con una buona notizia per i neofiti: negli ultimi tempi anche la gestione di un hosting libero si è parecchio semplificata.

  • Ormai hosting e dominio sono offerti in un unico pacchetto.
  • Alcuni hosting forniscono pacchetti con WordPress o Joomla già installato a poche decine di euro all’anno.
  • Dove non c’è il preinstallato, molto spesso c’è l’installatore one-click per i più diffusi software open source per il web.
  • Dedicandoci un pochino di tempo e pazienza, molto presto riuscirai a familiarizzare con il pannello di gestione.
distribuzione hosting providers nel mondo
Distribuzione hosting provider nel mondo – fonte: BuiltWith.com

Chiarito che l’hosting libero è la scelta giusta, ora cercherò di darti un orientamento tra i vari tipi di hosting sul mercato, partendo dai più economici.

Hosting condiviso

Il tuo sito web viene ospitato su una macchina insieme con molti altri siti, condividendone le risorse. E’ il tipo di hosting più economico e sul mercato trovi piani a partire da circa 30€ anno.

All’indubbio vantaggio del prezzo si contrappone lo svantaggio di non poter controllare le risorse del server; inoltre, se condividi lo stesso spazio con siti ad altro traffico, questi possono “rubare” le risorse ai siti più piccoli, e in questo caso il tuo sito rischia di andare offline per brevi periodi di tempo.

Alcuni hosting condivisi, invece, (es. Siteground) assegnano una quota precisa di risorse al tuo sito, organizzata a livelli: a maggiori risorse corrisponde un costo maggiore. Questo ti permette di avere una performance di tutto rispetto anche su un hosting condiviso. D’altro canto, in presenza di picchi di traffico in cui superi la quota assegnata, anche il tuo sito può andare offline fino a che non rientra nella quota o fino a che non passi al livello di abbonamento superiore.

Il consumo delle risorse dipende soprattutto dal numero di utenti che accede contemporaneamente al sito. Se hai già un sito web puoi consultare questi dati nel tuo pannello di controllo oppure chiederli all’assistenza del tuo hosting. Se non hai dati storici, puoi fare una stima a spanne basata sul tuo piano di marketing, di quanto traffico mensile vuoi raggiungere.

Facendo una valutazione prudenziale, se prevedi un traffico fino ai 50mila accessi al mese, un hosting condiviso è già adatto allo scopo.

Cloud Hosting condiviso

Il cloud hosting è entrato di recente nell’offerta di mercato destinata alle PMI. Il cloud è costituito da un gruppo di server che lavora insieme per ospitare uno o più siti. Il lavoro di più computer insieme consente di gestire meglio alti livelli di traffico o picchi di un sito specifico. Costa di più di un normale hosting condiviso e può essere scalato aumentando le risorse (e il loro costo) con l’aumentare del tuo traffico.

sala server
una sala server – foto Elias Sch via Pixabay

VPS o Virtual Private Server

Un Virtual Private Server è un server, appunto, virtuale. Non ti viene assegnata una macchina fisica ma a differenza di un hosting condiviso, il VPS permette di isolare i tuoi dati in un’unica macchina virtuale a te dedicata.

I piani VPS più recenti sul mercato sono basati sul cloud, il che li rende più flessibili dei VPS su macchine singole per la maggiore scalabilità e disponibilità di configurazioni.

Hosting dedicato

L’hosting dedicato è una macchina fisica, collocata sempre all’interno del DataCenter del provider, ma noleggiata a te.

Il server dedicato offre il massimo controllo non solo sul sito web ma su eventuali altri applicativi che vorrai installare. Per contro il prezzo è più elevato rispetto al VPS.

Cloud hosting dedicato

Il cloud hosting dedicato è simile a quello condiviso con la differenza che puoi controllare il server in tutti i suoi aspetti di configurazione. E’ più simile a un VPS o a un server dedicato, nel senso che puoi controllarlo completamente e installare qualsiasi applicativo web, e in genere viene addebitato a consumo.

Anche in questo caso, da un grande potere derivano grandi responsabilità: ti servono le competenze giuste per configurare e mettere a punto il server per dare il massimo della performance al tuo sito web. Per ottenere risultati apprezzabili devi tirare fuori il sistemista che è in te oppure ingaggiarne uno professionista.

Ricapitolando

  1. ogni CMS ha punti di forza e di debolezza: documentati prima di scegliere
  2. Tra i CMS liberi, WordPress è il più semplice da imparare ma gli altri CMS permettono di sviluppare siti più complessi e ottimizzare meglio le risorse
  3. I CMS proprietari sono in assoluto i più semplici da imparare ma il sito non è mai veramente tuo: mancano inoltre di flessibilità, scalabilità e performance SEO.
  4. Ci sono diversi tipi di hosting con prezzi e performance diverse. I più economici si chiamano “hosting condivisi” e sono idonei a sostenere siti web con un traffico fino a circa 50mila accessi al mese.

Approfondimenti

Come fare una corretta software selection: Software selection, metodo infallibile per scegliere il software

Un paragone fra i CMS open source: WordPress vs Joomla vs Drupal vs Typo3

Un paragone fra i CMS proprietari: Website Tool Tester